L’epistolario di Cesare Pavese, edito in due volumi per la prima volta nel 1966 da Einaudi a cura di Lorenzo Mondo e Italo Calvino, si compone di lettere che l’autore invia ad amici, familiari, conoscenti, colleghi e collaboratori dal 1924 al 1950. Esso offre una testimonianza fondamentale per ripercorrere la vita di Pavese e individuare le tappe di un apprendistato umano e poetico. Tra le sue pagine risuona la voce di un giovane studente di liceo alle prese con i primi tentativi poetici e di un precoce americanista intento a procacciarsi libri e lezioni di slang; dell’esordiente autore di Lavorare stanca confinato a Brancaleone Calabro e di un autorevole redattore dell’Einaudi; di un originale traduttore, un fine saggista e, non in ultimo, un affermato romanziere.